Nella nuova programmazione pluriennale 2025-28, la Fondazione Compagnia di San Paolo, nell’ambito della Missione Creare Attrattività, conferma il sostegno alla cultura attraverso la valorizzazione dei beni e del patrimonio culturale e il supporto alla produzione creativa e artistica. In particolare, intende supportare la valorizzazione del patrimonio diffuso per accrescere l’attrattività dei territori e con essa lo sviluppo sostenibile a carattere culturale, sociale ed economico dei medesimi e delle comunità di riferimento. In tale scenario, e coerentemente con la linea strategica B della Missione Creare Attrattività, si intende promuovere un bando finalizzato a sostenere proposte territoriali di valorizzazione pluriennale del patrimonio artistico-culturale volte a sviluppare le opportunità che il turismo sostenibile offre per ambiente, luoghi e comunità in termini sia di soggetti sia di progettualità.
Nel 2024 nelle regioni di riferimento dell’azione della Compagnia, il turismo ha superato, in Piemonte, 6 milioni e 280 mila arrivi e 16 milioni e 890 mila presenze (+3,6% di arrivi e +4,1% di presenze rispetto all’anno precedente), in Liguria, 5 milioni e 230 mila arrivi e 16 milioni e 140 mila presenze (+0,14% e +0,37%) e in Valle d’Aosta, ha registrato un anno record con 1.426.726 arrivi e 4.009.458 presenze (+6,06% e +8,04%), con percentuali di incremento maggiori della domanda estera rispetto a quella nazionale. I dati provvisori dei primi nove mesi del 2025 confermano la tendenza positiva registrata nel 2024, soprattutto in Piemonte (+4,8% di arrivi e +7,9% di presenze rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) e in Valle d’Aosta (+11,2% di arrivi e +12,2% di presenze), mentre risulta più contenuta la crescita dei movimenti turistici in Liguria (+1,4% di arrivi e -0,9% di presenze). Si ritiene che esista ancora un potenziale di accrescimento da esplorare, in particolare volto allo sviluppo di proposte volte a favorire una specifica forma di turismo: quello sostenibile.
Il concetto di turismo sostenibile, emerso negli anni ’80 del XX secolo, si è evoluto in un paradigma completo che incorpora i diversi aspetti economici, sociali e ambientali generati dall’attività turistica e prevede un equilibrio adeguato tra queste tre dimensioni per garantire una sostenibilità a lungo termine. La United Nations World Tourism Organization, già nella Conferenza di Rio de Janeiro del 1992, definisce il turismo sostenibile come “tollerabile a lungo termine dal punto di vista ecologico”, “attuabile sul piano economico”, “equo sul piano economico e sociale per le comunità locali”. Nel corso degli anni si sono via via focalizzate le caratteristiche imprescindibili del turismo sostenibile, quali: rispettare l’autenticità socio-culturale locale conservandone il patrimonio materiale ed immateriale ed i valori tradizionali; impiegare in maniera ottimale le risorse ambientali, mantenendo i processi ecologici essenziali e garantendo la conservazione di patrimonio naturale e biodiversità; garantire operazioni economiche durature, benefici economico-sociali equamente distribuiti fra tutti gli attori coinvolti, nel rispetto delle comunità locali e nel coinvolgimento integrale delle parti interessate; in fine migliorare l’esperienza del turista, offrendo esperienze autentiche e significative. Il paradigma del turismo sostenibile è peraltro emerso e si è consolidato in risposta al crescente fenomeno dell’overtourism, che vincola a non trascurare la definizione di politiche specifiche mirate ad incentivare – ove necessario – flussi turistici alternativi, sia in termini territoriali sia stagionali. In questi anni, infatti, forme di turismo sostenibile si sono progressivamente definite e diffuse, per esempio offerte di “turismo naturalistico” caratterizzate dalla fruizione di parchi, aree di interesse ambientale e paesaggistico, con attività di tipo sportivo, esperienziale, culturale, ma anche proposte di “ecoturismo” dove l’interesse è posto sugli ambienti naturali e sui beni culturali dei luoghi e che presuppongono un’esperienza turistica in cui è in primo piano l’attenzione alla tutela e alla conservazione dei beni paesaggistici.
Un altro elemento cardine della sostenibilità turistica è la promozione di governance collaborative e partenariati di soggetti differenti che garantiscano, con l’ibridazione di skills ed esperienze, un percorso e un risultato progettuale solido, rappresentativo delle realtà proponenti.
Il contesto di riferimento in cui si inserisce l’azione della Fondazione in tema di turismo sostenibile è quello delle politiche europee, anche nella prospettiva di allinearsi alle diverse opportunità di finanziamento comunitario. In particolare, si guarda al Tourism Transition Pathway del 2022, mirando – come detta tale strumento – allo sviluppo di un ecosistema turistico resiliente, innovativo ed accessibile.
In tale scenario, la Compagnia, già nello scorso mandato, ha promosso, nella Missione Creare Attrattività, il bando pluriennale “In luce. Valorizzare e raccontare le identità culturali dei territori” (2021-2025), per sostenere progetti che agissero in una prospettiva di obiettivi condivisi di valorizzazione, attivazione di reti e integrazione fra cultura e turismo e il bando “Territori in luce”, che ha supportato finalità, temi e pratiche di turismo sostenibile, in particolare dal punto di vista ambientale.
La valutazione di impatto e l’analisi di implementazione su questo percorso, svolta dall’Università di Torino (Metropolis-Dipartimento di Economia e Statistica “Cognetti de Martiis”) ha permesso di giungere all’identificazione di modelli di sviluppo di proposte di valorizzazione di beni e attività culturali che, combinando le tipologie di patrimonio e turismo associate e il grado di specializzazione turistica dei comuni interessati, comprendano la definizione e l’avvio di strategie e politiche di sviluppo (si veda il sottostante Box 1: Modelli di promozione turistico-culturale).
Il bando per la valorizzazione culturale dei territori e per il turismo sostenibile si inserisce nella più ampia programmazione strategica 2025-2028 della Compagnia che individua nello sviluppo sostenibile dei territori del Nord Ovest e nella riduzione delle diseguaglianze tra persone e comunità le proprie priorità tematiche. Tale intervento, che agisce in una dimensione di cambiamento sistemico, pone centrali come fattori chiave cui richiamarsi la valorizzazione degli asset dei territori, la connessione e il riequilibrio tra centro e periferie, la sostenibilità di luoghi e istituzioni post PNRR, l’attrazione di investimenti e talenti, la transizione verde ed energetica e la costruzione di cittadinanza, democrazia e diritti. Infine, lo strumento intende agire in maniera prioritaria nella dimensione della Mobilisation & Partnership: tramite sinergie con partner pubblici, privati e filantropici, si mira a consolidare reti che possano sostenere e ampliare la portata degli interventi nel tempo e ottenere non solo la mobilitazione di risorse complessivamente disponibili, aggiuntive rispetto a quelle proprie iniziali, ma anche la convergenza tra diversi attori del territorio, coinvolgendo competenze tecniche e professionali e pertanto permettendo di creare un ecosistema stabile e collaborativo, in grado di affrontare le sfide complesse odierne con soluzioni integrate e durature.