La Fondazione Compagnia di San Paolo intende continuare il proprio impegno nella digital transformation nel e in rapporto al mondo della cultura, in linea con le politiche pubbliche, nazionali ed internazionali, sul tema.
A livello europeo l’impegno è rivolto alla tutela del patrimonio culturale, con una particolare attenzione ai dati, a diversi livelli. La Commissione alimenta il dibattito politico e agisce per migliorare le condizioni quadro per la digitalizzazione e la conservazione digitale attraverso diversi interventi per la creazione di uno spazio comune europeo di dati per il patrimonio culturale. Così come sono numerosi, inoltre, sono i progetti sostenuti nell’ambito di Europa Creativa e Horizon 2020.
A livello nazionale, il Ministero della Cultura, dopo aver varato nel 2019 un Piano Triennale per la digitalizzazione e l’innovazione dei musei, attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha messo in campo diverse azioni nell’ambito della Missione 1 (Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo), Componente 3 (Turismo e Cultura 4.0). Gli interventi mirano a ristrutturare gli asset chiave del patrimonio culturale italiano e favorire la nascita di nuovi servizi, sfruttando anche la partecipazione sociale come leva di inclusione e rigenerazione, con l’obiettivo di migliorare l’attrattività, l’accessibilità (sia fisica che digitale) e la sicurezza dei nostri beni culturali, in un’ottica generale di sostenibilità ambientale. In particolare, si richiamano le due iniziative TOCC dedicate alla transizione digitale ed ecologica per organismi Culturali e Creativi, per cui sono stati stanziati 115 milioni di euro, e il DicoLab, il sistema formativo realizzato e curato dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali e promosso dal Ministero della Cultura – Digital Library, per migliorare e aggiornare le competenze digitali dei professionisti, degli operatori, delle organizzazioni del settore culturale.
In questo quadro di strategie politiche, i dati dell’Osservatorio di Innovazione digitale per la cultura del Politecnico di Milano mettono in evidenza come il sistema culturale italiano, pur avendo accelerato la propria transizione digitale negli anni successivi al Covid, presenti oggi ancora molti margini di sviluppo in tale ambito. Per esempio, si è rilevato come, nonostante il costante aumento degli enti culturali che si dotano di uno strumento di pianificazione strategica, ancora oggi 2 enti su 3 non posseggano documenti o piani di innovazione strutturati.
Parallelamente, il sistema di sviluppo delle risorse umane in ambito digitale, evidenzia che il crescente numero delle organizzazioni culturali che si è dotato di professionalità in tale settore, ma che, allo stesso tempo, nel 53% degli enti le risorse interne non abbiano mai avuto occasione di formazione in materia e 1 museo su 3 non possiede professionalità interne con questo specifica competenza.
Tuttavia, le imprese culturali e creative richiedono sempre più competenze digitali. Nel 2023, il 59,6% delle assunzioni nel settore richiedeva tali competenze, con particolare attenzione a informatica (34,2%) e nuove tecnologie come realtà virtuale e intelligenza artificiale (23,7%), con un’attenzione crescente anche rivolta alle competenze trasversali, come la capacità di lavorare in gruppo, dove la richiesta è superiore del 14,3%, e di problem solving (64,9% contro il 42,2%). In questo quadro, il rapporto fra il settore tecnologico e il comparto culturale e le possibili ibridazioni di due mondi apparentemente distanti risulta uno degli elementi fondanti la trasformazione digitale ed è crescente la percentuale delle organizzazioni culturali che fanno ricorso a consulenti da imprese tecnologiche (dal 17% nel 2022 al 25% nel 2023).
Infine, un’area di sviluppo è rappresentata dalla raccolta e gestione dei dati, sia per quanto riguarda l’analisi dei pubblici (il 79% ne raccoglie, ma solo il 40% di questi li utilizza in parte), sia per la gestione e valorizzazione dei patrimoni culturali (l’82% li utilizza per archivio, senza una definizione di linee strategiche. Infine, il 65% degli enti culturali non effettua metadatazione dei propri beni culturali.
Il Bando “Switch_Strategie e strumenti per la digital transformation nella Cultura”, promosso dalla Fondazione Compagnia di San Paolo nel 2020, è stato cruciale per la trasformazione digitale degli enti che sono stati sostenuti e si è consolidato come un modello per l’inquadramento e la pianificazione strategica dell’innovazione digitale in campo culturale.
Con la prima edizione (2020-2023), il Bando ha permesso, infatti, di sperimentare un paradigma di intervento che, a seguito di un attento processo di valutazione, è stato adottato dalla Fondazione come modello d’azione anche per il mandato 2025-2028 per il sostegno a piani di digital transformation nelle istituzioni culturali. In specifico, il modello prevede di agire contemporaneamente su 3 dimensioni al fine di avviare e sviluppare un percorso di transizione digitale solido, efficace e strategico: la pianificazione pluriennale, lo sviluppo di competenze e l’ibridazione con il comparto tecnologico. In tale quadro e in linea con le policy delle principali fondazioni al mondo, la Fondazione Compagnia di San Paolo, con questa linea di intervento, desidera rafforzarsi come “learning organisation”: apertura culturale, presidio innovativo dei dati, tecniche e strumenti analitici avanzati, per uno stile operativo evidence-based, al fine di valutare l’impatto delle proprie policy e di sviluppare approcci e metodologie che consentano di assumere decisioni informate e basate sull’evidenza.
La Fondazione Compagnia di San Paolo riconosce come focus prioritario di intervento lo sviluppo sostenibile dei territori in cui opera, convinta dell’importanza di sostenere nuovi modelli di crescita dei luoghi e delle persone che li vivono. In tale quadro, l’attenzione puntuale all’innovazione risulta fondamentale riconoscendo in essa un driver di crescita e di posizionamento delle istituzioni e dei territori che la fanno propria.
In particolare, in linea con il Documento Programmatico Pluriennale 2025-2028, i fattori chiave cui ci si richiamerà con il Bando sono l’innovazione di prodotto e di servizio nei processi e nelle organizzazioni, lo sviluppo, il rafforzamento e l’attrazione di competenze e l’azione per colmare il divario tecnologico e digitale delle istituzioni.
